{"id":4489,"date":"2025-06-07T15:44:08","date_gmt":"2025-06-07T14:44:08","guid":{"rendered":"https:\/\/parrocchiaracconigimurello.org\/?p=4489"},"modified":"2026-02-14T16:02:50","modified_gmt":"2026-02-14T15:02:50","slug":"referendum-8-e-9-giugno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/parrocchiaracconigimurello.org\/?p=4489","title":{"rendered":"Referendum 8 e 9 Giugno"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cLa posizione della Cei sul prossimo referendum \u00e8 stata espressa nella recente sessione straordinaria del Consiglio permanente con l\u2019invito dei vescovi a un attento discernimento sui temi in oggetto: questioni del lavoro e della cittadinanza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;invito che raccogliamo \u00e8 quello di, come cristiani praticanti, non essere indifferenti alle questioni sociali ma ritornare ad avere una parte attiva nelle decisioni che riguardano il nostro paese e la vita sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>A tal proposito, sperando di fare cosa gradita, riassumiamo qui di seguito i punti oggetto del referendum con una sintesi dei temi a favore o contro l&#8217;abrogazione delle norme vigenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-large-font-size\"><strong>GUIDA SINTETICA ALLA<br>COMPRENSIONE DEI QUESITI<br>REFERENDARI DELL\u20198 E 9<br>GIUGNO 2025<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"408\" height=\"229\" src=\"https:\/\/parrocchiaracconigimurello.org\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4493\" srcset=\"https:\/\/parrocchiaracconigimurello.org\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-2.png 408w, https:\/\/parrocchiaracconigimurello.org\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-2-300x168.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 408px) 100vw, 408px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-93150e67358bdac944c0da0311811801\">Quesito 1 (verde)- Contratto di lavoro a tutele crescenti &#8211; Disciplina dei licenziamenti illegittimi: abrogazione<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-32516e24279ce232039fd27faa734c1d\">Nelle imprese con pi\u00f9 di 15 dipendenti, in diversi casi di licenziamento illegittimo non c&#8217;\u00e8 il<br>reintegro nel posto di lavoro previsto dall&#8217;articolo 18 dello Statuto dei lavoratori del 1970 ma<br>un indennizzo economico che pu\u00f2 arrivare fino ad un massimo di 36 mesi. Secondo il sindacato C.G.L. questa norma \u00e8 penalizzante e si chiede al cittadino di abrogarla. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-5ff8ef10df6cd022a053e6dc00c9ec91\"><em>Firmando SI a questo quesito si chiede di ritornare alla norma del 1970 , obbligando l\u2019impresa alla riassunzione del dipendente licenziato in modo illegittimo (ma solo per gli assunti dopo il 7 marzo<br>2015).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-0855a6bd9ef3decaed8b14df43c3a3fc\">Resta comunque garantito, indipendentemente dall\u2019esito del referendum, il reintegro nel<br>posto di lavoro nei casi di licenziamento discriminatorio (ad esempio per ragioni legate a<br>opinioni politiche, religiose, fatto durante la maternit\u00e0 o intimato in forma orale) .<br><strong>I pro e i contro del quesito<\/strong><br><strong>PRO<\/strong>: Per i lavoratori dipendenti, assunti dopo il 2015, sarebbe ampliata la possibilit\u00e0 di ritornare al proprio posto di lavoro. Secondo i promotori del referendum l\u2019abolizione del contratto a Tutele crescenti rafforzerebbe in generale la condizione dei dipendenti, che risulterebbero meno \u201cricattabili\u201d, ad esempio in materia di sicurezza.<br><strong>CONTRO<\/strong>: il ritorno all\u2019applicazione della legge Fornero abbasserebbe a 24 mensilit\u00e0 il massimale nel caso di licenziamenti individuali senza una motivazione sufficiente, mentre il minimo verrebbe innalzato da 6 a 12 mensilit\u00e0. Inoltre, non sarebbero pi\u00f9 tutelati i dipendenti<br>delle organizzazioni di tendenza (sindacati, organizzazioni religiose, ecc.), oggi ricompresi nel<br>regime delle Tutele crescenti. \u00c8 possibile, infine, che il maggiore irrigidimento della normativa possa scoraggiare le assunzioni.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-8728a41e9fbe031811916c8b4f23eff1\">Quesito 2 (arancione) &#8211; Piccole imprese &#8211; Licenziamenti e relativa indennit\u00e0: Abrogazione parziale<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-e149b48c5965c07e6ab79c8250d3bff2\">Il quesito riguarda le piccole imprese, cio\u00e8 quelle con meno di 16 dipendenti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-11c908f0f552bd2b43233c78d61c7b6a\"><em>Firmando SI si chiede l\u2019eliminazione parziale della norma, cio\u00e8 la parte riguardante il tetto massimo di risarcimento, oggi fissato a 6 mensilit\u00e0 di stipendio. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-3a84fb7c1d685040c5ce9b8828783bf3\">In caso di vittoria dei SI sarebbe il giudice a stabilire l\u2019entit\u00e0 del risarcimento senza tetti massimi precostituiti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-47047e65a1e7b56d0b237672bafb2d69\"><strong>PRO<\/strong>: l vantaggio per i lavoratori delle piccole imprese sarebbe quello di avere una tutela<br>risarcitoria pi\u00f9 consistente che, in questo caso, sarebbe di volta in volta fissato dal giudice<br>presso cui viene intentata la causa di lavoro .<br><strong>CONTRO<\/strong>: eliminato il limite massimo, il giudice potrebbe stabilire un indennizzo molto elevato, persino pi\u00f9 alto di quello da 24 o 36 mensilit\u00e0 previsto per i dipendenti delle grandi<br>aziende, un onere molto pesante per piccole realt\u00e0 produttive. E questo rischio, senza un<br>limite certo ai risarcimenti, potrebbe scoraggiare le piccole imprese dal fare assunzioni.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-715d96ba944537b7fff1d76ec8bd8f60\">Quesito 3 (grigia) &#8211; Abrogazione parziale di norme in materia di apposizione di termine al contratto di lavoro subordinato, durata massima e condizioni per proroghe e rinnovi.<\/p>\n\n\n\n<p>Attualmente, secondo il Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81, i contratti a termine possono essere stipulati liberamente fino a 12 mesi senza necessit\u00e0 di motivazione. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Il quesito referendario mira a eliminare questa possibilit\u00e0, reintroducendo l\u2019obbligo di specificare le<br>ragioni tecniche, organizzative o produttive per l\u2019assunzione a termine fin dal primo giorno<br>di contratto.<\/em><br><strong>PRO<\/strong>: Il vantaggio principale, secondo il comitato promotore, sarebbe quello di limitare il<br>ricorso ai contratti a termine. L\u2019iniziativa mirerebbe a ridurre il precariato.<br><strong>CONTRO<\/strong>: l\u2019irrigidimento delle condizioni per l\u2019accensione dei contratti a termine potrebbe<br>avere un effetto negativo sulle assunzioni, considerando che il primo ingresso strutturato<br>nelle imprese dei giovani passa ormai quasi sempre per uno o pi\u00f9 contratti a termine e che<br>le imprese possono creare maggiore occupazione se pi\u00f9 \u201clibere\u201d di assumere personale a<br>tempo per esigenze particolari, senza doverle \u201cmotivare\u201d rigidamente. \u00c8 possibile, inoltre,<br>che aumenti il contenzioso giudiziario a riguardo.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-78da97f895975f709e89cb8d34ea64b7\">Quesito 4 (viola) &#8211; Esclusione della responsabilit\u00e0 solidale del committente, dell&#8217;appaltatore e del subappaltatore per infortuni subiti dal lavoratore dipendente di impresa appaltatrice o subappaltatrice, come conseguenza dei rischi specifici propri dell&#8217;attivit\u00e0 delle imprese appaltatrici o subappaltatrici: Abrogazione<\/p>\n\n\n\n<p>Attualmente, questa norma esclude la responsabilit\u00e0 solidale del committente per i danni<br>derivanti da rischi specifici propri dell\u2019attivit\u00e0 delle imprese appaltatrici o subappaltatrici. Il<br>quesito referendario mira a eliminare questa esclusione, estendendo la responsabilit\u00e0 del<br>committente anche ai danni causati da tali rischi specifici.<br><strong>PRO<\/strong>: Il vantaggio sarebbe certamente quello di spingere qualsiasi azienda committente a<br>una maggiore vigilanza sulle attivit\u00e0 e le condizioni dei lavoratori delle imprese appaltatrici<br>e scoraggerebbe il ricorso a imprese con lavoratori in \u201cnero\u201d o poco professionali.<br><strong>CONTRO<\/strong>: Onere eccessivo per i committenti: Attribuire responsabilit\u00e0 anche per rischi<br>specifici delle imprese appaltatrici potrebbe scoraggiare l\u2019esternalizzazione di attivit\u00e0 e aumentare i costi per i committenti, oltre a delle Complicazioni contrattuali.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-41c5fd461c58ececd345584344aaf0c0\">Quesito 5 &#8211; Cittadinanza italiana: Dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di<br>residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per<br>la richiesta di concessione della cittadinanza italiana<\/p>\n\n\n\n<p>il quesito mira a eliminare alcune parti dell\u2019articolo 9, comma 1, lettere b) e f), con l\u2019obiettivo di <em>ridurre da dieci a cinque anni il periodo di residenza legale richiesto per gli stranieri extracomunitari maggiorenni che desiderano ottenere la cittadinanza italiana.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Ragioni del \u201cS\u00ec\u201d<\/strong><br><strong>Riduzione della discriminazione<\/strong>: Uniformare il periodo di residenza richiesto pu\u00f2 contribuire a eliminare disparit\u00e0 di trattamento tra diverse categorie di stranieri.<br><strong>Integrazione sociale<\/strong>: Facilitare l\u2019accesso alla cittadinanza pu\u00f2 favorire l\u2019integrazione degli stranieri nella societ\u00e0 italiana, diminuendo l\u2019emarginazione e dunque i problemi sociali relativi alla mancata  integrazione.<br><strong>Allineamento con altri paesi europei<\/strong>: Molti stati membri dell\u2019UE richiedono periodi di residenza inferiori a dieci anni per la concessione della cittadinanza.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Ragioni del \u201cNo\u201d<\/strong><br><strong>Valutazione dell\u2019integrazione<\/strong>: Un periodo di residenza pi\u00f9 lungo pu\u00f2 essere considerato necessario per valutare l\u2019effettiva integrazione dello straniero nella societ\u00e0 italiana.<br><strong>Controllo pi\u00f9 rigoroso<\/strong>: Un periodo di dieci anni consente un controllo pi\u00f9 approfondito sulla condotta e sull\u2019adattamento culturale del richiedente.<br><strong>Preoccupazioni sulla sicurezza<\/strong>: Chi sostiene il no valuta in senso opposto i rischi sicurezza. I si immaginano che maggior e rapida integrazione favoriscano la sicurezza. I no pensano che ridurre il periodo di residenza potrebbe sollevare preoccupazioni riguardo alla sicurezza e alla coesione sociale.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color wp-elements-867895f28b132a988fc243aee9ee5435\"><em>Fonte: tratto dal giornale Avvenire<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Consiglio Permanente: Comunicato finale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.chiesacattolica.it\/consiglio-permanente-comunicato-finale\/\">https:\/\/www.chiesacattolica.it\/consiglio-permanente-comunicato-finale\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"664\" height=\"373\" src=\"https:\/\/parrocchiaracconigimurello.org\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4491\" srcset=\"https:\/\/parrocchiaracconigimurello.org\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-1.png 664w, https:\/\/parrocchiaracconigimurello.org\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/image-1-300x169.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 664px) 100vw, 664px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Referendum, cittadinanza e situazione delle carceri<br><\/strong>La riflessione del Cardinale Presidente \u00e8 stata anche occasione per tornare sulle questioni del lavoro e della cittadinanza, al centro del prossimo Referendum, rispetto alle quali i Vescovi hanno invitato a un attento discernimento. Riguardo al tema della cittadinanza, nello specifico \u2013 pur limitandosi alla riduzione del numero di anni per ottenerla (da 10 a 5), mentre sarebbe utile una riforma complessiva della legge \u2013 i presuli hanno rinnovato la richiesta di una visione larga che eviti mortificazioni della dignit\u00e0 delle persone. Tutto ci\u00f2 nel solco di quanto affermato, ormai da tempo e in diverse occasioni, dalla CEI, cercando di integrare nella pienezza dei loro diritti coloro che condividono i medesimi doveri e valori.<br>Preoccupazione \u00e8 stata poi ribadita rispetto a un\u2019altra emergenza che continua a interpellare la societ\u00e0 e le comunit\u00e0 ecclesiali: la situazione delle carceri. A tal proposito, \u00e8 stato ricordato quanto proposto in occasione del Giubileo, ovvero di assumere \u00abiniziative che restituiscano speranza; forme di amnistia o di condono della pena volte ad aiutare le persone a recuperare fiducia in s\u00e9 stesse e nella societ\u00e0; percorsi di reinserimento nella comunit\u00e0 a cui corrisponda un concreto impegno nell\u2019osservanza delle leggi\u00bb (<em>Spes non confundit<\/em>, 10). Da qui il rinnovato invito a adottare misure alternative e provvedimenti di clemenza, oltre a un cambiamento di politica che promuova la dignit\u00e0 dell\u2019uomo, favorendo nei luoghi di reclusione educazione e riscatto.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa posizione della Cei sul prossimo referendum \u00e8 stata espressa nella recente sessione straordinaria del Consiglio permanente con l\u2019invito dei vescovi a un attento discernimento sui temi in oggetto: questioni del lavoro e della cittadinanza\u201d. 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